Risarcimenti crac banche, Fondo di ristoro finanziario previsto nella manovra

Risarcimenti crac banche, Fondo di ristoro finanziario previsto nella manovra
Risarcimenti crac banche, Fondo di ristoro finanziario previsto nella manovra

Nella Legge di Bilancio, che a breve il Parlamento italiano sarà chiamato ad approvare, sarà istituito il ‘Fondo di ristoro finanziario‘ che, con una dotazione di 50 milioni di euro complessivi per gli anni 2018 e 2019, andrà a risarcire i risparmiatori che sono rimasti col cerino in mano a causa dei crac bancari.

Fondo di ristoro finanziario: Codacons, ‘elemosina ridicola’

La misura prevista a favore dei piccoli risparmiatori, pur tuttavia, è stata bollata come una ‘elemosina ridicola’ da parte di Carlo Rienzi, il Presidente del Codacons, considerando il fatto che, secondo le stime dell’Associazione dei Consumatori e degli Utenti, ad andare in fumo negli ultimi 15 anni in Italia, tra crac bancari e crisi finanziarie, sono stati ben 44 miliardi di euro. Oltre al danno c’è inoltre anche la beffa rappresentata dal fatto che il Fondo di ristoro finanziario sarà alimentato in prevalenza dalla collettività con 12 milioni di euro nel 2018, e con 25 milioni di euro l’anno successivo attingendo dai cosiddetti depositi ‘dormienti’.

In altre parole, su un totale di 50 milioni di euro per risarcire i risparmiatori, i due terzi delle risorse saranno presi dai conti dormienti con la conseguenza che saranno i cittadini a risarcire altri cittadini quando invece le risorse dei depositi non reclamati potevano di certo servire per altri scopi.

Legge di Bilancio, la scure pure sul bonus bebè

Non a caso il Fondo di ristoro finanziario è stato già definito come un rimborsino per i risparmiatori che sono stati traditi dalle banche. In più, secondo quanto è stato riportato da IlGiornale.it, a conferma del fatto che la coperta come sempre è corta nel mettere a punto la Legge di Bilancio, e nel far quadrare i saldi, c’è l’intenzione di prorogare il bonus bebè, anzi di renderlo strutturale ma a fronte della riduzione del 50% del beneficio economico a favore delle neo mamme.