Prestiti e mutui banche ai clienti, i dati del Rapporto ABI ottobre 2016

Prestiti banche ai clienti, i dati del Rapporto ABI ottobre 2016
Prestiti banche ai clienti, i dati del Rapporto ABI ottobre 2016

Nello scorso mese di settembre del 2016 in Italia l’ammontare dei prestiti alla clientela che sono stati erogati dagli Istituti di credito è stato pari a 1.807,7 miliardi di euro. Ne dà notizia l’Associazione Bancaria Italia (ABI), con il Rapporto rappresentato dall’Outlook Mensile Ottobre 2016, precisando inoltre che il controvalore totale dei prestiti erogati si è attestato ben oltre la raccolta totale da clientela che, nello scorso mese di settembre, è stata pari a 1.656,9 miliardi di euro.

Per accedere al credito in Italia quello attuale è un momento propizio se si considera che nello scorso mese di settembre il tasso medio sui prestiti si è attestato al 2,97%, ovverosia al nuovo minimo storico dopo che il tasso medio ad agosto si era attestato al 2,99%. Il tasso medio per i prestiti, mette altresì in evidenza l’ABI, si è così più che dimezzato rispetto al 6,18% medio rilevato alla fine dell’anno 2007, ovverosia prima dell’inizio della crisi finanziaria ed economica.

Stesso andamento pure per il credito ipotecario visto che nello scorso mese di settembre del 2016 in Italia il tasso di interesse medio sui prestiti con finalità di acquisto di abitazioni si è attestato al 2,05%, ovverosia al nuovo minimo storico rispetto al tasso medio del 2,16% rilevato nel mese precedente. Per tipologia, inoltre, considerando le nuove erogazioni di mutui, i due terzi di questi risultano essere sottoscritti dai privati e dalle famiglie con la formula del tasso fisso.

Per quel che riguarda invece i risparmi delle famiglie, l’ABI ha rilevato che alla fine dello scorso mese di settembre del 2016 in Italia i depositi sono aumentati anno su anno di oltre 43 miliardi di euro, mentre è diminuita anno su anno la raccolta del risparmio a medio ed a lungo termine rappresentato dalle obbligazioni. Per depositi, in particolare, sono da intendersi non solo i soldi delle famiglie presenti sul conto corrente, ma anche quelli investiti in strumenti di liquidità a basso rischio come i pronti contro termine ed i certificati di deposito.