Mercato auto 2017 in Europa, mese di aprile negativo per effetto delle festività

Mercato europeo auto in crescita da 43 mesi, Italia in doppia cifra a giugno 2017
Mercato europeo auto in crescita da 43 mesi, Italia in doppia cifra a giugno 2017

Le festività del mese di aprile del 2017 non hanno giovato in tutta Europa al mercato dell’auto che, dopo 41 mesi di fila di crescita, ha arrestato la propria corsa. A metterlo in evidenza è stata l’Unrae, l’Unione delle case automobilistiche estere operanti in Italia, citando i dati che in data odierna, martedì 16 maggio del 2017, sono stati diffusi dall’Associazione europea che rappresenta i Costruttori di veicoli, ovverosia dall’ACEA.

Nel dettaglio, ad aprile 2017, nell’Europa dei 28+Efta, le vetture immatricolate sono state 1.230.235 con un calo anno su anno pari al 6,8% in quanto nel mese di aprile del 2016 le auto immatricolate nel Vecchio Continente furono circa 90 mila in più, per la precisione 1.319.772. A fronte di questa battuta d’arresto, pur tuttavia, l’Unrae mette in evidenza come per i primi quattro mesi del 2017, le auto immatricolate in Europa siano state 5.487.695 con un incremento pari al 4,5% rispetto alle numero 5.251.680 auto immatricolate nei primi quattro mesi dell’anno 2016.

Considerando i singoli Paesi europei, ed in particolare i principali, in Germania nello scorso mese di aprile del 2017 le immatricolazioni hanno fatto registrare un calo dell’8% che è stato ancor più ampio nel Regno Unito con un -19,8%, mentre in Francia la discesa è stata del 6%. Fuori dal coro la Spagna dove ad aprile 2017 le immatricolazioni sono cresciute dell’1,1%.

L’Italia, rispetto ai cinque maggiori mercati europei dell’auto, nel mese di aprile del 2017 ha comunque consolidato il terzo posto davanti alla Francia ed alla Spagna, e dietro solo alla Germania ed al Regno Unito in accordo con quanto messo in risalto da Romano Valente, il Direttore Generale dell’Unrae che ha anche posto l’accento sul fatto che il mese scorso troppi Paesi europei siano stati influenzati, per quel che riguarda l’andamento delle immatricolazioni, proprio dall’effetto calendario.