Cambio euro-dollaro, occhio a risultato Referendum e mosse BCE

Titoli di Stato, rischio fuga dai Btp con stretta Bce sui tassi
Titoli di Stato, rischio fuga dai Btp con stretta Bce sui tassi

Dopo aver attaccato l’area 1,0700, il cambio euro dollaro ha chiuso l’ottava assestandosi poco sotto area 1,0670 ed aspettando in sostanza quelli che sono i prossimi market mover. Uno di questi ci riguarda molto da vicino visto che in Europa si guarda proprio all’Italia ed in particolare all’esito del Referendum Costituzionale.

Le cronache finanziarie rivelano che la Banca centrale europea (BCE) avrebbe già pronto una sorta di scudo anti-referendum, ovverosia un probabile piano di acquisto di titoli di Stato italiani nel caso in cui lunedì 5 dicembre del 2016, alla riapertura dei mercati, e dopo il risultato del Referendum Costituzionale, dovessero esserci dei movimenti speculativi sullo spread Btp-Bund.

L’esito del Referendum Costituzionale potrebbe di certo creare nel breve qualche turbolenza, ma dopo quanto visto con il Referendum sulla Brexit, e con l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, la volatilità sui mercati potrebbe avere in ogni caso vita breve. Decisamente più importanti per il cambio euro-dollaro sembrano essere invece le future mosse della BCE sui tassi di interesse e sul quantitative easing.

Volendo ipotizzare uno scenario politico in Italia dopo l’esito del Referendum, con la vittoria del SI’ il Governo guidato dal Premier Matteo Renzi uscirebbe rafforzato e pronto a rilanciare il piano di riforme strutturali. Con la vittoria del NO potrebbe invece aprirsi una crisi politica che, pur tuttavia, potrebbe essere di breve durata. E questo perché il Premier Renzi potrebbe per esempio salire al Colle e ricevere il mandato per una verifica della maggioranza di Governo.

Ed in caso di verifica che sia positiva, come è molto probabile, la legislatura andrebbe avanti senza il rischio di elezioni politiche anticipate. Decisamente meno probabile sembra essere invece, in caso di vittoria del NO, la nascita di un Governo di scopo con l’obiettivo di approvare la nuova legge elettorale per poi andare subito al voto.