Rischio di povertà o esclusione sociale per una persona su tre in Italia

Rischio di povertà o esclusione sociale per una persona su tre in Italia
Rischio di povertà o esclusione sociale per una persona su tre in Italia

In Italia il 30% della popolazione residente è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Su dati del 2016 a rilevarlo è stato l’Istituto Nazionale di Statistica in accordo con il Rapporto ‘Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie’ che è stato pubblicato nella giornata di ieri, mercoledì 6 dicembre del 2017.

Crescono reddito e potere d’acquisto delle famiglie, ma aumentano le diseguaglianze

Dal rapporto Istat è anche emerso che da un lato in Italia c’è un aumento del rischio di povertà o di esclusione sociale, con conseguente incremento pure delle diseguaglianze a livello economico, e dall’altro l’anno scorso rispetto al 2015 è comunque cresciuto in maniera diffusa il reddito disponibile ed il potere d’acquisto delle famiglie.

Nel dettaglio, escludendo gli affitti figurativi, l’Istat ha rilevato che in Italia il reddito netto medio annuo per famiglia si attesta a 29.988 euro, ovverosia a 2.500 euro al mese circa e con un incremento anno su anno che è pari a +1,7% in termini di potere d’acquisto, rispetto al 2014, ed a +1,8% in termini nominali.

Reddito a circa 2.016 euro al mese per metà delle famiglie italiane

La metà delle famiglie residenti in Italia percepisce un reddito pari a 24.522 euro l’anno che corrispondono a 2.016 euro al mese circa con un incremento anno su anno pari a +1,4% rispetto al 2014. I redditi che aumentano di più, dopo una lunga discesa nel periodo della crisi, sono quelli che riguardano la fascia alta dei redditi percepiti per le attività di lavoro autonomo. Per quel che riguarda invece il pagamento delle tasse, a carico delle famiglie italiane l’aliquota media si attesta al 19,4% con un calo rispetto al 2014 di appena 0,25 punti percentuali.