Reddito di inclusione 2018, via libera del Governo: ecco quel che c’è da sapere

Reddito di inclusione 2018, via libera del Governo, ecco quel che c'è da sapere
Reddito di inclusione 2018, via libera del Governo, ecco quel che c'è da sapere

Nella giornata di ieri, venerdì 9 giugno del 2017, il Consiglio dei Ministri presieduto dal Premier Paolo Gentiloni ha dato il via libera al reddito di inclusione e contrasto alla povertà. Trattasi, nello specifico, di una misura che il Governo ha approvato su proposta di Giuliano Poletti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, e che dal 2018 diventerà l’unica misura a livello nazionale per il contrasto alla povertà ed all’esclusione sociale.

Il REI, Reddito di inclusione, potrà essere concesso a quei nuclei familiari che rispettano determinati requisiti a partire da un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore a 6 mila euro. Nella prima fase di applicazione della misura, precisa altresì la Presidenza del Consiglio dei Ministri con una nota, sarà data priorità per la concessione del reddito di inclusione ai nuclei familiari dove ci sono disoccupati ultra cinquantacinquenni, donne in stato di gravidanza e/o figli minorenni o disabili.

Percepire il reddito di inclusione non esclude lo svolgimento di un’attività lavorativa, mentre è incompatibile se all’interno del nucleo familiare contemporaneamente si fruisce della NASpI – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, oppure di un altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria sempre in accordo con quanto precisa il Governo.

Il REI è diviso in due parti, una rappresentata da servizi alla persona al fine di superare la condizione di povertà, e l’altra da un beneficio economico che varia dai 190 euro per una persona sola e fino ad arrivare a quasi 490 euro mensili per famiglie con cinque o più componenti. La concessione del REI, Reddito di inclusione, è in ogni caso limitata per un periodo che non deve superare i 18 mesi, così come prima di poterlo richiedere nuovamente devono passare almeno sei mesi.

Nell’ottica della semplificazione per il cittadino, e nello stesso tempo anche per un miglioramento della fedeltà delle dichiarazioni, la domanda per chiedere ed ottenere il reddito di inclusione dovrà essere presentata attraverso una dichiarazione ‘precompilata’ ai fini dell’Isee. Il Governo italiano in merito mette in evidenza come l’Isee ‘precompilato’ rappresenterà un’innovazione di sistema che caratterizzerà le modalità di accesso a tutte le prestazioni sociali agevolate.