Povertà assoluta e relativa in Italia, dati Istat sulle famiglie residenti

Economia italiana, Confcommercio: disagio sociale in crescita a luglio
Economia italiana, Confcommercio: disagio sociale in crescita a luglio

Sono 4 milioni e 742 mila gli individui che in Italia, per un totale di 1 milione e 619 mila nuclei familiari, vivono in una condizione di povertà assoluta. Su dati del 2016 ne dà notizia l’Istituto Nazionale di Statistica nel precisare che, anno su anno, la povertà assoluta nel nostro Paese si è mantenuta stabile in termini di individui e di numero di famiglie. Sostanzialmente stabile è pure l’incidenza della povertà assoluta per le famiglie, che si attesta nel 2016 al 6,3%, e quella per gli individui che è al 7,9% rispetto al 7,6% rilevato dall’Istat nel 2015.

Considerando le famiglie con tre o più figli minori, la povertà assoluta picchia duro visto che nel 2016, rispetto all’anno precedente, è passata da un’incidenza al 18,3% al 26,8% per un totale di quasi 138 mila famiglie e poco più di 814 mila individui. Su base territoriale, l’incidenza della povertà assoluta aumenta soprattutto nel Centro italia ed in prevalenza al di fuori delle aree metropolitane dei Comuni con un numero di abitanti non superiore alle 50 mila unità.

L’Istat, sempre per il 2016, ha rilasciato pure i dati sulla povertà relativa che, rispetto al 2015, nel nostro Paese è sostanzialmente stabile e riguarda il 10,6% delle famiglie residenti che corrispondono a 2,73 milioni di nuclei familiari, ed a 8,46 milioni di individui. Inoltre, al pari dell’andamento della povertà assoluta tra le famiglie numerose, anche la povertà relativa risulta essere maggiormente diffusa in quei nuclei familiari dove i componenti sono da 4 in su.

Sono le famiglie giovani quelle dove si registra l’incidenza più elevata per la povertà relativa. La percentuale si attesta infatti nel 2016 al 14,6% se il componente di riferimento nel nucleo familiare è un under 35, mentre scende al 7,9%, e quindi quasi dimezzandosi, la percentuale nel caso in cui invece il capofamiglia abbia un’età superiore ai 64 anni.