Pagare le tasse 2017, servono 153 giorni prima della liberazione fiscale

Pagare le tasse 2017, servono 153 giorni prima della liberazione fiscale
Pagare le tasse 2017, servono 153 giorni prima della liberazione fiscale

Oggi, 2 giugno del 2017, non è solo il giorno della Festa della Repubblica, ma anche quello della cosiddetta liberazione fiscale. E questo perché, rispetto al totale di 365 giorni in un anno, ben 153 giorni di lavoro sono in media a favore del Fisco italiano al fine di essere in regola con il pagamento delle tasse, delle imposte e dei tributi. A metterlo in evidenza, proprio in data odierna, è stata la Cgia di Mestre con Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi dell’Associazione degli artigiani, che ha messo in evidenza come per liberarsi del Fisco nel 2017 servano 153 giorni, ovverosia ben 38 giorni in più rispetto al dato rilevato nel 1980.

Nel dettaglio, il giorno della liberazione fiscale, da parte della Cgia di Mestre, è stato calcolato considerando le stime sul Pil 2017 suddividendolo per 365 al fine di ricavare il dato medio giornaliero. Dopodiché il dato è stato frazionato con l’ammontare delle tasse, delle imposte e dei contributi che gli italiani per l’anno in corso verseranno al Fisco. E così, stando ai calcoli effettuati dall’Associazione degli artigiani mestrina, le imprese, i professionisti ed i lavoratori autonomi, dopo aver lavorato per il Fisco dall’1 gennaio scorso e fino ad oggi, da domani sabato 3 giugno del 2017 potranno iniziare a lavorare per sé.

Sebbene quello indicato sia un mero esercizio teorico, secondo Paolo Zabeo è evidente che, su un totale di 12 mesi l’anno, lavorare per 5 mesi per il Fisco fornisce l’idea di quanto nel nostro Paese il carico fiscale sia eccessivo. Per l’Associazione degli artigiani, al fine di ridurre il carico delle tasse, serve più federalismo fiscale ed anche un drastico taglio alla spesa pubblica improduttiva. Basterebbe al riguardo seguire l’esempio di stati federali come la Spagna e la Germania dove da un lato la spesa pubblica è nettamente inferiore, e dall’altro la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini è superiore.