Modifica bollette telefono a 28 giorni, Governo e Parlamento studiano interventi

Modifica bollette telefono a 28 giorni, Governo e Parlamento studiano interventi
Modifica bollette telefono a 28 giorni, Governo e Parlamento studiano interventi

Sulle bollette della telefonia fissa, e su quelle delle offerte convergenti con fatturazione a 28 giorni, il Governo ed il Parlamento italiano sono al lavoro per mettere a punto interventi che potrebbero essere inseriti nella prossima Legge di Stabilità. Da tempo, infatti, i principali operatori di telefonia hanno introdotto la cosiddetta tredicesima mensilità che ha portato, a carico dei clienti, a rincari che sfiorano il 9% annuo.

Aspettando novità concrete ed efficaci a livello legislativo, l’Associazione dei Consumatori Adiconsum ha scritto al Governo ed al Parlamento italiano proprio sulla fatturazione a 28 giorni chiedendo, in particolare, che il Codice delle Comunicazioni elettroniche venga modificato in corrispondenza dell’articolo numero 70. Attualmente, infatti, le compagnie telefoniche possono variare i contratti in via unilaterale con la conseguenza che il cliente, dopo aver sottoscritto offerte con lo slogan ‘per sempre’, accettando le variazioni si ritrova a dover pagare di più.

In particolare, l’Associazione dei Consumatori ha chiesto che per la fatturazione venga ripristinata la cadenza mensile, altrimenti il rischio è quello di una vera e propria reazione a catena nel settore dei servizi in abbonamento, e che, modificando l’articolo sopra citato, venga imposto alle imprese il divieto di modifica in via unilaterale delle condizioni contrattuali dopo che il cliente ha sottoscritto i servizi ad un certo prezzo e con determinate caratteristiche.

Come sopra detto, il Governo ed il Parlamento italiano stanno studiando interventi, e tra questi c’è la proposta di legge di Alessia Morani del Partito Democratico che fissa l’obbligo della fatturazione mensile, rafforza il potere delle Autorità competenti in merito alla vigilanza, incrementa le sanzioni a carico degli operatori che non rispettano le norme, e vieta la modifica unilaterale delle condizioni di contratto salvo giustificato motivo.