Inflazione e consumi 2017 in Italia, la posizione e le previsioni della Confesercenti

Inflazione e consumi 2017 in Italia, la posizione e le previsioni della Confesercenti
Inflazione e consumi 2017 in Italia, la posizione e le previsioni della Confesercenti

L’anno scorso in Italia la ripresa dell’economia è stata deludente, mentre per il 2017 in Italia a preoccupare è la ripartenza dell’inflazione. E se l’anno scorso il potere d’acquisto delle famiglie ha fatto registrare un incremento dell’1,6%, c’è anche da dire che rispetto ai livelli precrisi siamo ancora sotto di ben 70 miliardi di euro. E’ questa, in sintesi, la posizione della Confesercenti nel commentare ed analizzare gli ultimi dati che sono stati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat).

Consumi 2017 in Italia, le previsioni tra prezzi in aumento e manovre del Governo

Secondo la Confesercenti nei prossimi mesi l’ascesa dei prezzi non potrà non farsi sentire sui consumi, e quindi sulla spesa delle famiglie. In più sui consumi potrebbe pure incidere negativamente la ‘manovrina’ correttiva del Governo per evitare l’avvio di procedure di infrazione da parte dell’Ue, ed a seguire la classica ‘manovrona’ di fine anno.

Pressione fiscale e spending review, Confesercenti: ‘Risultati positivi ma insufficienti’

In merito ai dati diffusi dall’Istat per la Confesercenti il quadro in Italia è quello di una ripresa dell’economia che risulta essere in linea con le previsioni, ma nello stesso tempo non si può non constatare che tale ripresa è lenta anche dal lato del recupero del potere d’acquisto delle famiglie. Così come sono positivi, e nello stesso tempo insufficienti, pure i risultati che sono stati ottenuti dall’abbassamento della pressione fiscale e dalla spending review.

Come rilanciare economia italiana spingendo la domanda interna

Per dare slancio alla ripresa dell’economia italiana sono necessarie misure di stimolo, sempre secondo la Confesercenti, al fine di rilanciare la domanda interna. Al riguardo l’Associazione degli esercenti propone, per le spese in beni durevoli e semidurevoli delle famiglie, l’introduzione anche solo per 2 o 3 anni della deduzione del 50% dall’imponibile ai fini dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Si tratterebbe secondo la Confesercenti di una misura a costi quasi zero per l’Erario in quanto il minor gettito sarebbe recuperato attraverso l’Iva pagata sull’intero importo.