Economia italiana, tutte le zavorre che frenano la crescita del Bel paese

Economia italiana, tutte le zavorre che frenano la crescita del Bel paese
Economia italiana, tutte le zavorre che frenano la crescita del Bel paese

In Italia le piccole imprese e gli artigiani stanno cercando di agganciare la ripresa dell’economia tricolore, e nel farlo stanno facendo registrare dei numeri di tutto rispetto. Nello stesso tempo però c’è un’Italia che frena la ripresa della piccola imprenditoria in quanto ci sono almeno 13 zavorre che spaziano dal tax spread all’impennata delle tariffe per il servizio rifiuti, e passando per la concorrenza sleale con il sommerso e con la contraffazione in accordo con quanto è stato messo in risalto dall’Ufficio Studi della Confartigianato.

Inoltre, tra le zavorre che frenano la crescita del Bel paese ci sono pure il debito pubblico ed i debiti della Pubblica Amministrazione verso i fornitori, la scarsa qualità dei servizi pubblici, la burocrazia, l’inefficienza dei Comuni italiani sulla spesa, l’assenteismo da malattia, gli squilibri di spesa nel welfare, i tempi della giustizia, i problemi legati all’accesso al credito, il basso livello di digitalizzazione ed i maggiori costi energetici a carico delle Pmi rispetto alla media europea.

Passando ai numeri di tutto rispetto sopra accennati, la Confartigianato ha messo in evidenza come l’anno scorso in Italia siano nate ogni giorno 319 imprese artigiane. In più, sempre nel 2016 le Pmi italiane hanno esportato nel mondo prodotti per un controvalore pari a 117,4 miliardi di euro con un incremento di 1,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

Ottimo è anche il dato sugli investimenti in innovazione dei piccoli imprenditori con ben 5 miliardi di euro l’anno che corrispondono a 6.600 euro per addetto, ed al 6,5% in più rispetto alla media degli investimenti in innovazione che vengono realizzati da tutte le imprese con sede in Italia. Questi numeri potrebbero essere migliori se, ha messo altresì in risalto l’Associazione degli Artigiani, l’Italia a causa delle sopracitate zavorre non fosse su scala globale al 50-esimo posto nella classifica per le condizioni favorevoli a fare impresa.