Commissioni bancarie record in Italia

Al giorno d’oggi non sono tanti gli italiani che riescono a risparmiare qualcosa dalle entrate mensili, la crisi continua a mordere, nonostante tutti i proclami ottimistici di tanti politici secondo i quali il nostro Paese va bene, la situazione è migliorata e ci stiamo avviando verso l’uscita dal tunnel. Le tasche della gente la vedono diversamente, è difficile avere fiducia che le cose nell’immediato futuro miglioreranno se si vede la disoccupazione che non migliora, i giovani che non trovano lavoro e sono costretti a pesare sui genitori che sono a loro volta in difficoltà, che i soldi per affrontare le spese mensili non bastano.

Esistono comunque i fortunati e non sono poi nemmeno così pochi, che riescono a mettere da parte qualcosa ma anche in questo caso le cose non vanno precisamente bene. Chi mette i soldi in banca, con la condizione attuale dei tassi di interesse, a fine anno si accorge di avere eroso il capitale, invece di aver guadagnato qualcosa e la responsabilità di questo è, in buona parte, dovuto ai costi di commissione bancaria.

Da tempo diverse associazioni di consumatori denunciano un eccesso nei costi di commissione praticata dalle banche e ora arriva la conferma da parte dell’autorevole CGIA di Mestre con uno studio elaborato su dati della BCE. Le commissioni bancarie in Italia sono di molto superiori a quelle degli altri Paesi Europei.

Il valore complessivo in denaro delle commissioni bancarie si aggira sui 30Miliardi di Euro con una percentuale rispetto al totale delle commissioni nette del 36,5%Dietro di noi la Francia con il 32,9, l’Austria al 27,5%, la Germania al 26,2 e i Paesi Bassi con il 17%. I costi per i correntisti bancari, dal 2008 al 2015 sono aumentati del 20%, molto distanziata la Gran Bretagna all’11,5% e la Spagna al 6,5%. In Germania, Belgio e Olanda, i costi sono addirittura diminuiti.

Le banche, soprattutto a fronte della diminuzione di guadagni dovuta all’andamento degli interessi, causa della mancata convenienza di investimenti finanziari, cercano il guadagno, e lo trovano, nelle tasche dei propri correntisti. Torneremo a mettere i soldi nel materasso come facevano tanti anni fa i nostri nonni e bisnonni? A conti fatti sarebbe un bel risparmio nel corso dell’anno, anche a fronte della ventilata volontà delle banche di chiedere ai propri correntisti un sovrappiù di 25 Euro a fine anno per risanare le finanze.