Bolletta TIM telefonia fissa, fattura e corrispettivo offerte: cambia tutto dal 1 aprile 2017

Bolletta TIM telefonia fissa, fattura e corrispettivo offerte, cambia tutto dal 1 aprile 2017
Bolletta TIM telefonia fissa, fattura e corrispettivo offerte, cambia tutto dal 1 aprile 2017

Dal primo aprile del 2017 scatta in casa TIM, per la telefonia fissa, un importante cambiamento sulle tempistiche di emissione delle fatture e sul corrispettivo dovuto per le offerte e per i servizi sempre in base alla durata. In particolare, si passerà dalle fatture bimestrali alle fatture che, invece, saranno progressivamente emesse ogni 8 settimane, mentre la durata del corrispettivo per i servizi e per gli abbonamenti non sarà più su base mensile, ma con durata pari a 28 giorni.

TIM telefonia fissa più cara dal 1 aprile 2017, entra in gioco la 13-esima mensilità da pagare

Questi cambiamenti porteranno a rincari pari all’8,6% così come indicato dalla stessa TIM ai clienti nell’ultima bolletta, il che significa che anche l’operatore ex monopolista sulla telefonia fissa non sta facendo altro che introdurre la cosiddetta 13-esima mensilità in accordo con quanto messo in risalto dalla Federconsumatori.

Diritto di recesso entro i termini previsti per i clienti TIM contrari alle modifiche

Sebbene i clienti TIM abbiano la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro i termini previsti, nel caso in cui non si accettino le variazioni sopra indicate, secondo l’Associazione dei Consumatori gli utenti sono chiamati a dover valutare ancora una volta, da parte della società di telecomunicazioni, una modifica unilaterale del contratto che si presenta del tutto arbitraria. Ed il tutto anche considerando il fatto che è la stessa TIM che ammette che, citando adeguamenti al mercato, le nuove condizioni porteranno a rincari a carico dei clienti di telefonia fissa.

Federconsumatori denuncia abusi sulle modifiche unilaterali dei contratti

Secondo la Federconsumatori le compagnie telefoniche ed in generale le aziende di servizi fanno leva proprio sull’abuso dello strumento della modifica unilaterale del contratto al fine di incentivare un continuo gioco al rialzo, e per modificare le promozioni e le offerte in corso d’opera.