Banca MPS, i target del Piano di Ristrutturazione 2017-2021 Monte dei Paschi

Banca MPS, i target del Piano di Ristrutturazione 2017-2021 Monte dei Paschi
Banca MPS, i target del Piano di Ristrutturazione 2017-2021 Monte dei Paschi

Via libera, per la Banca MPS – Monte dei Paschi di Siena, al Piano di Ristrutturazione 2017-2021 che è stato approvato dalla Commissione Europea nell’ambito del processo di Ricapitalizzazione Precauzionale dell’Istituto di credito. Il Piano prevede, tra l’altro, la dismissione di 28,6 miliardi di euro di sofferenze lorde, e la cessione ad Atlante II dei titoli Junior e Mezzanine della cartolarizzazione al fine di rafforzare la posizione patrimoniale e la liquidità. A fine Piano, nel 2021, Banca MPS punta ad un utile netto superiore alla soglia di 1,2 miliardi di euro, e ad un ROE previsto al 10,7%.

Attraverso il Piano di Ristrutturazione 2017-2021 Banca MPS rilancerà il proprio business focalizzandolo sui servizi alla clientela privata ed alle piccole imprese, e facendo leva su un modello che sarà da un lato maggiormente semplificato, e dall’altro contraddistinto da un livello di digitalizzazione elevato anche attraverso il lancio di servizi dedicati. A tal fine Banca MPS procederà con l’ulteriore valorizzazione di Widiba che fungerà da veicolo per la digitalizzazione e per l’innovazione estendendo le soluzioni tecnologiche e l’automazione dei processi.

Ricordiamo al riguardo che Widiba S.p.A. è nata l’8 novembre del 2013 come banca online del gruppo MPS – Monte dei Paschi – che ha fatto confluire nel nuovo soggetto i rami d’azienda relativi ad Area Sviluppo Banca Online, Servizio Promozione Finanziaria, e Dipartimento Operativo Rete Promozione Finanziaria.

Sul Piano di Ristrutturazione 2017-2021 la Banca Monte dei Paschi con una nota ufficiale ha fatto presente che, a seguito del via libera ottenuto da parte della Commissione Europea, ora è prevista l’emissione degli appositi decreti ministeriali, da parte del Governo italiano, relativi alla condivisione degli oneri, ovverosia alla cosiddetta ‘burden sharing’, unitamente alla sottoscrizione di capitale da parte del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.